Mese: Maggio 2015
Festival Andersen 2016
Andersen Festival, nato nel 1998 come complemento dell’omonimo Premio letterario, è diventato, nel corso degli anni, forse, il più importante Festival italiano dedicato alle favole e al teatro per spazi non convenzionali.
Quando il festival nacque aveva durata di nove giorni e da subito si sono battute le strade dell’incrocio delle arti e della produzione di spettacoli e performance nate appositamente per gli spazi della città.
Sperimentando la compresenza del teatro di strada con il teatro classico, di performance grandiose e pericolose con piccoli racconti nei cortili, di artisti famosi con altri più sperimentali, tutti sempre disponibili a mettersi in gioco in situazioni fuori dall’ordinario.
Le linee principali della programmazione sono il teatro fisico e non verbale e il racconto, che da subito sono sembrate i due luoghi dove più che altrove le generazioni e le sensibilità si incontrano, e dove più ampia è la possibilità di sperimentare e giocare.
Perché essere bambini è assenza di pregiudizio, è curiosità, il voler sperimentare, è capacità di guardare sempre la realtà con occhi nuovi, in chiave onirica, fantastica, e al tempo stesso concreta e vera..
Andersen festival esalta queste caratteristiche nei bambini e le risveglia negli adulti, per ottenere da loro la stessa attenzione e passione.
La città diviene il centro dove si sperimentano idee insolite ed esperienze sorprendenti, e il risultato è una programmazione varia, in cui la miscela dei differenti generi si arricchisce di giorno in giorno anche grazie allo spazio urbano appositamente reinventato per l’occasione.
Le passate edizioni hanno dato spazio a compagnie di teatro di strada e teatro urbano, teatro di sala, teatro di burattini, di musica, di danza, di installazioni, di cinema di animazione e di narrazione.
Contiamo di continuare a sperimentare e divertire.
Andersen Festival è promosso dal Comune di Sestri Levante, e dal 1998 la direzione artistica della manifestazione è affidata a Leonardo Pischedda.
Quotazioni immobiliari
Le quotazioni immobiliari OMI, pubblicate con cadenza semestrale individuano, per ogni ambito territoriale omogeneo (zona OMI) e per ciascuna tipologia immobiliare, un intervallo di valori di mercato, minimo e massimo, per unità di superficie riferiti ad unità immobiliari in condizioni ordinarie, ubicate nella medesima zona omogenea. Restano esclusi quindi gli immobili di particolare pregio o degrado o che comunque presentano caratteristiche non ordinarie per la zona di appartenenza. Nell’ambito dei processi estimativi, perciò, le quotazioni OMI non possono intendersi sostitutive della stima puntuale, in quanto forniscono indicazioni di valore di larga massima. Solo la stima effettuata da un tecnico professionista può rappresentare e descrivere in maniera esaustiva e con piena efficacia l’immobile e motivare il valore da attribuirgli. Le quotazioni OMI sono consultabili gratuitamente per gli ultimi 5 semestri pubblicati. Ultimo semestre pubblicato: 2° semestre 2014.
Benvenuti in Liguria…
…un arcobaleno tutto da scoprire.
Questo sottile anfiteatro, che occupa la zona costiera occidentale dell’alta Italia, tra il mar Ligure e le montagne, dove Alpi e Appennino si incontrano, riserva molte e piacevoli sorprese per tutti, sia per le spiagge e le scogliere, a picco sul mare, sia per un entroterra che, nel poco spazio concesso da una montagna quasi a ridosso del mare, concentra numerosi motivi di interesse, veri e propri tesori di natura e cultura.
Alle molte località turistiche, la cui fama è nota a livello mondiale, se ne aggiungono altre che, anche se poco note, meritano comunque una visita.
La Liguria confina a occidente con i territori francesi della costa azzurra, a settentrione con il Piemonte, l’Emilia Romagna e la Toscana.
La regione è ben servita dalle reti autostradali e ferroviarie, essendo integrata nelle grandi dorsali di comunicazione che uniscono l’Italia settentrionale all’Italia centrale, e l’Italia all’Europa. L’automobilista che non ha fretta può trovare nelle strade statali e provinciali meno frequentate un’interessante alternativa all’autostrada, che offrono scorci panoramici e numerose possibilità di visitare la regione scoprendo inconsueti itinerari.
Ma in Liguria oltre all’auto o ai mezzi pubblici tradizionali è anche possibile spostarsi fra località costiere utilizzando mezzi alternativi e, sovente, molto pittoreschi.
Il turista, infatti, resta affascinato principalmente da quei mezzi di trasporto che conservano il fascino di altri tempi, come il trenino a scartamento ridotto che percorre la linea da Genova a Casella utilizzando carrozze di inizio secolo, le funicolari che offrono panorami decisamente incantevoli, ma anche la cremagliera, che collega la stazione Principe con le alture di Genova; o ancora le funivie, come quella tra Sanremo e San Romolo nell’imperiese o, ancora quella che, attraverso uno scenario veramente unico, permette di raggiungere il santuario della Madonna di Montallegro sopra Rapallo, in provincia di Genova.
La vegetazione è molto varia e ricca, con un patrimonio ben tutelato grazie ai parchi e alle numerose aree protette sparse su tutto il territorio regionale.
Per i vantaggi del tipico clima mediterraneo, gradevole e mite, con medie invernali intorno ai 10 gradi e estati rinfrescate dalle brezze marine con valori intorno ai 24 gradi, la Liguria intorno alla metà del XIX secolo è stata la prima regione italiana meta del turismo europeo.
Le famiglie nobili del continente, principalmente inglesi e russe, di cui sono presenti importanti testimonianze artistiche e architettoniche, inaugurarono una tendenza che, con il tempo è stata seguita da folle di turisti provenienti da tutto il mondo.
Per quello che riguarda lo shopping ricordiamo che, tra i prodotti dell’artigianato ligure, conosciuti ed esportati in tutto il mondo, vi sono le ceramiche, nella zona del Savonese, la filigrana di Campo Ligure e l’ardesia della Val Fontanabuona.
Un discorso a parte merita la gastronomia che, pur usando pochi e “poveri” ingredienti, è in grado tuttavia di deliziare i palati più raffinati. Un esempio per tutti il Pesto. Innumerevoli le sagre che durante il periodo estivo intrattengono il turista con piatti tipici locali, musica, danze e spettacoli pirotecnici. A Riva Trigoso durante l’ultimo week-end di luglio viene offerto il Bagnun, piatto tipico a base di acciughe, pane e pomodoro.
Da non perdere assolutamente il Premio H. C. Andersen, che si svolge tutti gli anni a Sestri Levante con giochi e spettacoli per le vie del paese (fine maggio). Sempre a Sestri Levante, di grande interesse è la “Barcarolata”, ovvero una sfilata di carri allegorici costruiti su imbarcazioni improvvisate e fuochi d’artificio nella splendida Baia del Silenzio (fine luglio).
Anche gli appassionati di sport possono trovare, in ogni centro turistico, impianti moderni e adatti a soddisfare le loro esigenze; ma numerose sono anche le attività sportive all’aria aperta ,alcune tradizionali, altre nuove e originali, che hanno fatto della Liguria una vera e propria palestra a cielo aperto.
La Liguria amministrativamente è suddivisa in quattro Province: Genova, Imperia, Savona e La Spezia, mentre, per quanto riguarda l’organizzazione turistica, sono stati individuati cinque ambiti territoriali corrispondenti alle cinque Aziende di Promozione Turistica.
Cos’è il social housing
Case belle, efficienti, “vivibili” e a basso costo? Grazie alla collaborazione tra pubblico e privato non sono più una chimera. Sul territorio diversi progetti stanno diventando realtà, come dimostrano gli esempi illustrati in questa pagina. Le diverse formule proposte di affitti low cost rappresentano la via italiana al social housing, un tipo di edilizia che sembra finalmente decollare, dopo anni di incertezze, anche nel nostro Paese.
L’idea di fondo è semplice: grazie a concessioni e finanziamenti pubblici, i privati sviluppano complessi residenziali da dedicare, almeno in parte, alle fasce più deboli della popolazione. Il mix nell’offerta prevede quasi sempre diverse formule: affitto calmierato, vendite a prezzi convenzionati, riscatto della proprietà nel lungo periodo. Il risultato sono abitazioni “sociali” (quindi più accessibili) di cui gli italiani hanno sempre più bisogno, in tempi di crisi: più calano i redditi, più crescono le disuguaglianze, e maggiore è il fabbisogno di abitazioni da assegnare a canone “sociale”. La soglia di sostenibilità di una locazione si aggira intorno al 25% del reddito dichiarato da una famiglia. A dirlo è una ricerca realizzata da Caire, cooperativa architetti e ingegneri, insieme alla Camera di Commercio, al Comune e all’Acer (azienda per il diritto alla casa) di Reggio Emilia. L’indagine fotografa il progressivo impoverimento del territorio (nel Modenese metà delle famiglie ha registrato redditi in calo oltre il 10%) e definisce, per le diverse fasce di reddito, il tetto di sostenibilità dei canoni d’affitto: rispetto all’offerta attuale le maggiori criticità emergono sotto gli 11mila euro. Queste famiglie spesso sul mercato non trovano una risposta adeguata. Ecco perché le politiche di social housing devono rivolgersi soprattutto a questo target, promuovendo la costruzione di alloggi a basso costo sul territorio.
In questa direzione si muovono le scelte di Cdp Investimenti Sgr, impegnata ormai da diversi anni con il «fondo dei fondi» Fia (Fondi investimenti per l’abitare, attivo a livello nazionale dal 2010). Finora sono stati approvati progetti che impegnano tre quarti dei 2 miliardi messi a disposizione del fondo ed entro il 2015 verrà completata l’approvazione degli accordi. Tra gli ultimi, ad esempio, lo scorso febbraio Cdp ha siglato con il Comune di Reggio Emilia e Acer un impegno da 10 milioni di euro per realizzare 100 alloggi sociali da locare a canoni calmierati e vendere a prezzi convenzionati alle famiglie in difficoltà. Finora Cdp Investimenti Sgr ha deliberato investimenti per 1.515 milioni di euro, attraverso 27 fondi immobiliari locali gestiti sul territorio da 11 Sgr. In tutto sono previsti oltre 220 progetti. L’obiettivo è realizzare 14.081 alloggi sociali e 6.783 posti letto in residenze temporanee.
In questa fase diventa sempre più importante accompagnare le operazioni, dopo la prima iniezione di liquidità, e definire un mix nell’offerta finale capace di rispondere davvero al fabbisogno del territorio. L’analisi di posizionamento dell’operazione rispetto alla domanda locale, insieme alla qualità abitativa, sono le principali chiavi di successo del social housing. Rispetto alle prime operazioni, infatti, oggi il Fia preferisce focalizzarsi sull’affitto a lungo termine o con riscatto, riducendo al minimo la quota di appartamenti messi in vendita, incrementando il sostegno ai progetti esistenti e ai fondi immobiliari locali più virtuosi, senza disperdere le risorse.
Ci vorranno anni, però, per iniziare a vedere i primi risultati. Basta pensare, ad esempio, che ce ne sono voluti circa otto per arrivare a inaugurare Cascina Merlata (nel 2007 l’acquisto delle aree da parte di EuroMilano): il villaggio da 397 alloggi, che oggi ospitata 1.334 delegati da tutto il mondo per Expo 2015, al termine della manifestazione (a ottobre) sarà convertito in residenze “sociali”.
(TRATTO DA: http://www.casa24.ilsole24ore.com)
0185.44310





